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Un tempo per stare

RITUALI di Solstizio d’inverno

IL MANTRA : Possa la quiete dell’inverno calmare la mia mente”.

Questi giorni così bui ci invitano a riposare; ci ricordano l’oro e il nutrimento nascosti dentro. L’inverno insegna che nulla può essere esteriore tutto il tempo, niente può essere primavera per sempre; in crescita, giovane e appariscente.

Tutti gli esseri naturali hanno bisogno di riposare per conservarsi, hanno bisogno di tempo per andare dentro per pulire le caverne che possono essere piene di anni di cose non espresse.

Abbiamo bisogno di questo tempo per entrare nella nostra oscura ricchezza.

Per entrare in quei luoghi che temiamo dentro di noi, così che possiamo trasformarli in medicina attraverso l’amore e la gentilezza verso chi veramente siamo.

Questo è un tempo in cui è necessario un nutrimento profondo sotto forma di buoni cibi genuini e di tenero amore per i nostri cuori.

Ricordando a noi stessi che attraverso l’oscurità arriva la luce, che questo tempo non è solo necessario, ma indispensabile. Proprio come il bambino diventa integro nell’oscurità dell’utero e il seme ha bisogno della terra nera e silenziosa per accendere ciò che è contenuto dentro. Questo tempo di quiete oscura rispecchia l’inizio di tutte le cose.

E così questa volta è l’invito a ricominciare, a crescere nella tua oscurità in modo da poter rinascere alla luce della primavera più viva e più forte di prima.

Quindi accendi i fuochi e le candele nel tuo cuore, onora i doni che il tuo cuore e il cuore degli altri possono portare. Crea un nido in cui puoi riposare, amarti e viaggiare dentro. Scrivi e sogna. Mangia bene e dormi bene.

L’inverno ti sta mostrando che questo è il momento in cui sei l’embrione nel grembo materno, il seme nell’oscurità. Questo è il momento in cui la natura ti chiede: di cosa hai bisogno per guarire, per sentirti al sicuro abbastanza da diventare integra, per diventare ciò che sei profondamente. Cosa deve essere accudito affinché tu poi possa riposare bene nel corpo, che cosa deve essere amato affinché tu possa crescere bene nella luce che verrà.

Il solstizio d’inverno celebra le ore più lunghe di oscurità e si crede che detenga una potente energia per la rigenerazione, il rinnovamento e l’auto-riflessione.

Anticamente il Solstizio d’Inverno era chiamato Yule ed era una celebrazione dell’energia della Dea (Luna). Si credeva che in questo giorno, la Luna avrebbe dato alla luce il Sole.

Yule era tradizionalmente celebrato accendendo una candela o decorando alberi con agrifoglio. In realtà, molti rituali Yule sono stati tradotti nella celebrazione del Natale.

Ci sono molti modi per celebrare oggi questo passaggio: scrivere in un diario, riflettere, meditare, lavorare con i sogni, con il chakra del cuore, gola e terzo occhio e portare più energia Yin nella tua casa.

RITUALE DELLA SPOLIAZIONE
Con il Solstizio d’inverno si entra nel segno del Capricorno, ultimo segno di terra.
La terra del segno del Capricorno appare arida, spoglia, dura, fredda.
E’ la terra invernale che non offre i suoi frutti, che non si abbellisce esteriormente perché tutte le sue energie sono rivolte all’interno per il lento processo della natura sulla vegetazione.

La morte apparente che vediamo all’esterno corrisponde al massimo momento spirituale, alla maggiore ingegnosità dell’uomo, libero dagli ordinari lavori stagionali.

Rappresenta la spoliazione, la concentrazione verso una meta, ma anche la vetta della montagna e la profondità della grotta dove l’individuo, addestrando la volontà e controllando l’istinto, giunge al dominio di sé.

Si deve iniziare dalla “spoliazione”, analoga alla preparazione della terra prima della semina, spogliandoci del superfluo e del negativo, per tornare all’essenza.

Con questo processo si mette ordine nella propria vita, verificando l’ordine delle priorità e le energie che vi si dedicano.

Per superfluo si intendono anche i “sospesi” nei rapporti interpersonali, nelle situazioni non chiarite, che si dovrebbero riportare allo stato di serenità.

L’acquietamento che ne segue è la condizione ideale di ricettività per le intuizioni, le idee e per far attecchire i propositi.

La meditazione prosegue appunto con la formulazione di un proposito, che più tardi sarà rappresentato dal seme che sarà posto nella terra perché, protetto, cresca fino a germogliare, sbocciando a primavera.

Consideriamo la terra quindi come forza di volontà che generosamente e continuamente offre i suoi doni meravigliosi.

TECNICA

Trova un momento silenzioso e tranquillo e siediti in posizione di meditazione. Il corpo è rilassato e la colonna vertebrale ben eretta. Fai qualche respiro profondo.

Immagina un paesaggio di autunno inoltrato, con alberi spogli, campi vuoti. Il paesaggio è pronto, aspetta solo di essere ricoperto da un velo di neve.

Prima che la neve cominci a cadere poni il seme del tuo sankalpa (intenzione) nella terra pulita e arata.

Ora la neve può cominciare a cadere, leggera e sottile su tutte le cose. Osserva i fiocchi cadere, danzando nel cielo per poi posarsi sulla terra, sugli alberi, sulle cose vicine e lontane. Osserva la neve che cade e accompagnala mentre ricopre ogni cosa, avvolge e protegge.

Ora la neve cade sempre più copiosa, si posa sulla terra, sfiorandola appena e la ricopre a strati che diventano sempre più compatti. Senti la neve come se cadesse sul tuo corpo nudo per ricoprirlo di un velo protettivo, un velo da cui la nudità non traspare. La neve ricopre ogni cosa per chiuderla, proteggerla e consolidarla.

Ancora cade la neve sul tuo paesaggio. Osservala soffice, leggera e luminosa. La neve cade su di te, ti ricopre completamente. La neve protegge i semi nei campi, protegge anche il tuo seme affinché possa germogliare e portare frutto a primavera.

PAUSA

Ora la neve non cade più

Osserva il paesaggio incantato.

Ogni cosa è custodita fino alla fine dell’inverno.

 

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